Progetto Mongolia – ETS

Chi Siamo

Soci Fondatori

Agostini Angelo
Arzuffi Orietta
Carrara Amalia
De Paolis Serenella
Zucca Lucia

Collaboratori

Urlugnaran Enkhsaikhan – Ulan Baatar , Mongolia:
Responsabile rapporti con strutture sanitarie locali, della logistica e mezzi.

Delgersaikhan Burentugs – Ulan Baatar ,Mongolia:
Responsabile acquisizione farmaci e presidi in Mongolia

Michele Colombo:
Elaborazione dati missione

Gabriele Ferrari: Casaro
Esperto nel trattamento e trasformazione latte bovino, caprino, ovino.

Gabriele Marchesi:
Tecnico Informatico

La Nostra Storia...

…perché di una storia si tratta, nasce per caso, inaspettata, sorprendente.
Estate 2024, viaggio in Mongolia, una terra infinita, di montagne , steppe, Yak e ger, di gente semplice, di cuore.
Dove grande è un termine riduttivo; la terra dell’eterno cielo azzurro, terra che per la sua grandezza e i suoi spazi, induce all’umiltà .
Un viaggio impegnativo.
Essendo datati, fra sacchi a pelo e pastiglie, ci accompagnava anche un apparecchio della pressione.
Così, di quando in quando, lo sfigmomanometro lavorava per noi, per il gruppo, per gli autisti delle UAZ che ci accompagnavano, e poi per coloro che ci ospitavano, per qualche anziano. Niente di che.
Il viaggio si è declinato così fra ghiacciai e steppe, deserto e cammelli.
Cammelli con gobbe così grandi ed alte, che quando li cavalcavi ti arrivavano al naso.
Mandrie di cavalli così numerose da smarrire lo sguardo.
Poi è arrivato il termine di tutto questo, rientro a Ulan Bataar.
Il giorno della partenza un autista ci ha accompagnato all’aeroporto, lo stesso che ci aveva accolto all’arrivo, che , pur non commentando, aveva guardato con giusta ironia, il volume dei nostri bagagli.
Bene, a poche centinaia di metri dall’aeroporto, su un pulmino sballottato dal vento, mentre si accomiatava, si è fermato e con brevi parole ha riferito che gli avevano raccontato, quanto fatto.
Con uno sguardo diretto e voce calma, ha chiesto di valutare di tornare, di dare una mano, che, se volevo, molto c’era da fare.
60 secondi. Non di più.
Poi il rientro. Un lungo viaggio, e di nuovo casa.
Inaspettatamente e sorprendentemente quelle parole hanno cominciato a lavorare, e lavorare, e la storia ha avuto inizio.
Senza risorse , contatti, prospettive…
E ora siamo qui.
Una missione compiuta, 12 mesi di lavoro, più di 1.000 pazienti visitati, e siamo qui.
Per un attimo, uomini lontani, nella vita , nella terra, nei pensieri, vengono legati da un’intesa che li induce ad un gesto.
Storia minima, magia piccola, ma nello stesso tempo forte e potente, che rimane nel tempo.
Ora ho il privilegio di aiutare e di ricevere molto di più di quello che facciamo.
Grazie a tutti coloro che col loro aiuto, tempo , risorse, ci permettono di proseguire in questo progetto,
di continuare a scrivere questa storia.
Angelo A.